domenica 29 novembre 2015

Pollo alla romana




Ci siamo viste qualche settimana fa a Roma, ma adesso Giulia è venuta da me e si fermerà per qualche giorno. Vi ho già parlato di lei, l'anno passato, ma ribadisco che lei e suo marito portano una ventata di allegria nella nostra casa.

Oggi abbiamo cucinato insieme il pollo alla romana, vi racconto velocemente il precedente... A Roma mi hanno accompagnata per pranzo in una trattoria di Piazza Campo dei fiori, dove ha assaggiato questo piatto, davvero squisito; ben diverso da quello che preparo io, Giulia, mi ha subito detto <quando vengo a trovarti, ti mostro come si fa>

Il risultato è stato un piatto fantastico, saporito e profumato, uno di quei secondi che speri non finiscano mai, 
tanto più che in questo periodo amo alla follia (forse ve ne sarete accorti!!!) quei  piatti dove posso fare la scarpetta, cremosi e invitanti, dove le verdure, si sciolgono in bocca e si spera sempre che il pane non finisca mai!!!





Ingredienti
1 pollo tagliato a pezzi
2 peperoni gialli
2 peperoni rossi  
1/2 cipolla
1/2 kg di pomodori maturi
1 bicchiere di vino bianco secco
olio evo
sale e pepe






In una casseruola abbiamo rosolato il pollo a pezzi con olio, quindi salato e pepato. 
Nel frattempo in una padella antiaderente abbiamo soffritto in poco olio la cipolla affettata e di seguito aggiunto i peperoni tagliati a listarelle.
Dopo averli saltati per pochi minuti, abbiamo salato e aggiunto la metà dei pomodori freschi, tagliati a pezzetti e acqua fino a che la cottura dei peperoni lo ha reso necessario. Intanto il pollo si è ben rosolato e la carne è diventata croccante, a questo punto abbiamo aggiunto il vino bianco, sfumandolo.
Dopo circa 10 minuti abbiamo aggiunto i pomodori rimasti tagliati a pezzi e abbiamo lasciamo andare a fuoco basso per circa 40 minuti.
Quando i peperoni e il pollo risultano pronti abbiamo unito il tutto e lasciato insaporire ancora per 5-10 minuti circa.








venerdì 27 novembre 2015

Filetti di nasello al gratin


Non amo cucinare il pesce, ma dopo l'ennesimo grido d'allarme, sul fatto che la carne fa male, mi sono riproposta almeno una volta la settimana di cucinare per tutti un piatto di pesce.
Questa volta è venuta in mio aiuto Federica, che mi ha dato questa ricetta, che lei prepara da sempre.... 
Al banco del pesce, per mia fortuna, mi hanno preparato i filetti, io sicuramente non sarei stata in grado, inoltre al mercato ne ho approfittato per fare alcune compere...mi sono presa delle tegliette, una pesciera, una paletta – adatta e girare con facilità il pesce, alcuni coltelli per sfilettare il pesce.... 






Ingredienti:

8 filetti di nasello
1 finocchio grande (gr 300)
3 cipolle rosse medie
Gr 300 di broccoli
Gr. 150 di panna fresca
Gr 100 di latte
1 carota
Sedano
Pangrattato
Vino bianco secco
Aceto bianco
Olio E.V.O.
Sale – pepe bianco


Procedimento:

1) In una pesciera mettete due coste di sedano, una cipolla e una carota, tutto tagliato a tocchetti, insieme a 1 1/2 bicchieri di vino bianco e secco , ½ bicchiere scarso di aceto bianco, coprite il tutto con acqua, fate bollire per 15 minuti, poi unite i filetti di nasello e lasciate sobollire per altri 15 minuti.

2) Pulite i finocchi, lavate una costa di sedano e pulite una cipolla, quindi riducete tutte le verdure a dadini; stufate in una padella i finocchi e il sedano con un mestolo di acqua e 3 cucchiai di olio, non appena l’acqua si sarà asciugata e il grasso inizierà a sfregolare unite i dadini di cipolla e rosolate tutto a fuoco vivo per 4 minuti.

3) Riducete il broccolo a cimette e cuocetelo a vapore per 10 minuti.

4) Scolate il filetto di nasello dalla pesciera facendo attenzione a non rompere i filetti.

5) Versate in una padella la panna e il latte, unite i broccoletti e fate cuocere per 4 minuti, poi salate, pepate e quindi con il mini pimer riducete tutto a purea.

6) Prendete una piccola teglietta da forno, ungete il fondo con una noce di burro, posizionate i filetti uno accanto all’altro, in modo da non lasciare spazio fra un filetto e l’altro, riempite tutta la teglia con le verdure rosolate, coprite con la salsa di broccoletti, spolverizzate di pangrattato, condite con un filo di olio e infornate a 180 gradi per circa 20 minuti, serviteli subito caldi con una macinata di pepe e la salsa di broccoletti eventualmente rimasta.









martedì 24 novembre 2015

Faraona al succo di mandarino

Prove tecniche per il Natale che ormai è quasi alle porte…
La faraona è sempre stata presente sulla nostra tavola, durante le festività, vorrei prepararla anche quest'anno ma in un modo un po' diverso dal solito.
"Cucina italiana” la  propone accompagnata dal succo di mandarino, devo dire che  mi ha  subito incuriosita tantissimo, per cui mi sono messa all'opera!
La preparazione è semplicissima, la carne è leggera e delicata e rimane morbida e succulenta, inoltre  armonizza benissimo con il profumo del mandarino.




Tempo: circa un’ora e 30’


 Ingredienti per 4 persone

1 faraona kg. 1
Gr 250 di succo di mandarino
1 mandarino
Gr. 40 di olio di oliva
Farina
Alloro
Sale e pepe





Procedimento:

Strinate la faraona sulla fiamma per eliminare le piume residue, poi lavatela, asciugatela, tagliatela in porzioni.
Infarinate i pezzi di faraona scuotendo la farina in eccesso. Fatela rosolare in una capiente casseruola con l’olio caldo, a fuoco vivace, in modo da renderla ben colorita, circa 10 – 15 minuti.
Infine scolatela dal grasso e disponetela in una pirofila con il succo di mandarino, sale, pepe, 2 fogli di alloro e il mandarino a pezzi con la buccia.
Infornate coperto da un foglio di stagnola a 185 gradi per un’ora, servite la faraona con il suo sughetto e il mandarino a pezzi.




domenica 22 novembre 2015

La vécia col pisst - "La Vecchia" (ricetta parmigiana)






La "vecia col pisst" è un’antica e popolare ricetta di Parma, le cui origini si perdono nel passato.

E' un piatto che da sempre ha riempito col suo profumo le nostre cucine…
Era stata creata appunto per recuperare carni avanzate, ma molti erano soliti utilizzare il pesto di cavallo, molto diffuso qui a Parma.


Il pesto è costituito appunto da carne di cavallo macinata, va di norma consumato crudo e condito con olio, sale, pepe, e a piacere aglio, limone o scaglie di Parmigiano-Reggiano. 
La "vecchia" ha bisogno di cuocere piano piano e, una volta disposti gli ingredienti e messi a cuocere, basterà abbassare il fuoco, controllare ogni tanto e aggiungere, se necessario, un poco di brodo per non fare attaccare il fondo della padella, al termine le verdure dovranno risultare molto morbide ed il sugo formatosi deve essere piuttosto denso ed abbondante, per accogliere la carne trita.
Forse non è proprio un piatto leggero, ma ogni tanto si può fare uno strappo alla regola ……..e poi alla fine un buon bicchiere di Lambrusco è quello che ci vuole!!!




Ingredienti: 

1 cipolla di medie dimensione
1 spicchio di aglio
1 carota
1 gambo di sedano
300 gr di carne macinata di cavallo
(oppure carne macinata di vs. scelta)
2 zucchine medie
2-3 pomodori rossi
4 patate medie
2 peperoni gialli
2 peperoni rossi
1 peperone verde
passata di pomodoro
Sale e pepe

Olio E.V.O.
Brodo vegetale q.b.
Rosmarino



Procedimento:

Fate rosolare in una capiente casseruola la cipolla tagliata a fette sottile insieme ad un trito di aglio, sedano e carota, i peperoni, (puliti di semi e coste bianche interne). e tagliati a listarelle, i pomodori spaccati a metà, 2 patate tagliate a cubetti infine gli zucchini tagliati a dadini. Lasciamo il tutto a stufare dolcemente, con il coperchio e a fuoco basso. Se dovesse asciugarsi troppo allunghiamo con   di brodo caldo, in modo da avere sempre una buona dose di intingolo.
Aggiungere a questo punto la carne macinata di vostra scelta, e in ultimo, le patate che saranno state precedentemente tagliate a pezzetti piuttosto piccoli e fritte in abbondante olio d’oliva e rosmarino. 
A fine cottura aggiustiamo di sale e pepe. 
Noi abbiamo scelto la ricetta più leggera, senza l'aggiunta della carne macinata, ma abbinando delle sfiziosissime polpette di carne.


martedì 17 novembre 2015

torta di riso reggiana



Questa è la torta che ho preparato l'undici novembre, San Martino, per festeggiare l'onomastico della mia ragazza...
Qui in Emilia è un dolce molto diffuso, la si trova in quasi tutti i forni e se la cerchi a sera difficilmente la trovi....
Di questa torta esistono tantissime versione, ma la più diffusa è forse quella che utilizza solo gli ingredienti base: riso, latte, uova e l'indispensabile sassolino.
Che dire di questa torta se non che è molto semplice da realizzare e si contraddistingue dalla delicatezza del riso ricoperto da un piccolo strato cremoso, che si scioglie in bocca: è una torta fatta di semplicità e di tradizione!!!
Questa è la mia versione che con il passare degli anni ho modificato leggermente per andare incontro ai nostri gusti.





Ingredienti:

200 gr di riso "originario"
160 gr di zucchero
1 lt di latte
50 gr. di mandorle tritate
60 gr di farina
60 gr. di  burro
1 pizzico di sale
3 uova
2 cucchiai  di rosolio
2 cucchiai di sassolino






Procedimento:

Versare il latte in una casseruola con un pizzico di sale e lo zucchero, portare a ebollizione, a questo punto versare il riso e cuocere fino a che il riso non ha completamente assorbito il latte. Togliere da fuoco e lasciare raffreddare. Aggiungere ora i liquori rosolio e anice, circa un ½ bicchierino complessivamente.
Aggiungere ora uno alla volta le uova, mescolando bene, per finire il burro sciolto e la farina.
Dopo aver imburrato e infarinato uno stampo, versare il tutto e lasciarla riposare per circa due ore, in modo da permettere al riso di depositarsi sul fondo della teglia. 
Cuocere a 180° (forno statico) per 40/45 minuti, in una teglia diam. 24 cm., fino a quando inizia a fermarsi la crosticina. Togliere la teglia dal forno e cospargerla con circa due cucchiai di zucchero a velo, spruzzare con un po’ di misto liquore rosolio e anice la superficie, rimettere in forno spento ancora per circa 10 minuti a caramellare. 




Alcune annotazioni:

Il riposo prima della messa in forno è fondamentale perché il riso deve andare sul fondo e sopra deve formarsi uno strato liquido di uova e zucchero.
Rispettare i tempi di cottura al fine di ottenere una torta morbida e cremosa.
Ricordarsi di spruzzare il liquore sulla superficie della torta prima di estrarla definitivamente dal forno.

martedì 10 novembre 2015

Lombatine di coniglio alla maltese e.... un nuovo premio...


Stuffat tal-fenek
Stufato di coniglio



Oggi una ricetta che viene da lontano e precisamente dall'Isola di Malta, mi ha subito conquistato, a causa del delizioso intingolo...
Questo stufato non è molto diverso da alcuni stufati italiani, ma è anche vero che Malta è un'isola "multietnica" anche sul piano gastronomico, con una cucina locale influenzata dalla cucina siciliana, tunisina, francese e inglese.
Il coniglio che vi propongo risulta dopo la cottura tenero e morbido e si scioglie in bocca!!!
Come ogni ricetta tradizionale, anche questa ha innumerevoli varianti. Io ho preparato quella che segue:




Ingredienti:
800 gr c.a. di lombatine di coniglio
3 - 4 pomodori pelati

concentrato di pomodoro q.b.
gr 100 di piselli sgranati
2 carote grandi
3 patate medie
1 porro
3 spicchi di aglio
farina q.b.

2 tazze di brodo di dado
1 bicchiere di vino rosso e fermo

mazzetto aromatico con: alloro, prezzemolo, timo, rosmarino
olio EVO
sale - pepe



Procedimento:

Lavate bene sotto l'acqua le lombatine di coniglio e asciugatele. Infarinate i pezzi di carne e rosolateli in una casseruola con 4-5 cucchiai di olio e teneteli da parte.
Fate appassire in una casseruola capiente con alcuni cucchiai di olio, il porro tagliato a rondelle insieme agli spicchi di aglio schiacciati, dopo 3-4′ sfumate con un bicchiere di vino rosso.
Aggiungete i pelati con il loro liquido, spezzettandoli un po’ nel tegame, un cucchiaino di concentrato e il mazzetto aromatico (prezzemolo, timo, rosmarino e alloro). e portate al bollore.
Posizionate nella casseruola con il sugo le lombatine di coniglio rosolate, le carote a rondelle, le patate pelate e tagliate a tocchetti, i piselli e per finire il brodo di dado, cuocete a fuoco moderato per circa un'ora e venti a tegame coperto, rimestando ogni tanto.
A cottura ultimata, togliete la carne dal fondo di cottura e a fuoco vivo, fatelo restringere, correggetelo eventualmente di sale, servite quindi il coniglio con tutto il suo denso e saporito intingolo.



Voglio ringraziare di cuore una nostra nuova amica Marina del Blog lacuochettaeilpiccolochef per avermi donato questo splendido premio!
E' un onore averlo ricevuto da lei, seguo da poco il suo blog ma mi è subito piaciuta….


Come si distingue un blog affidabile? per alcune semplici regole:
1. E' aggiornato regolarmente
2. Mostra la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive
3. Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori
4. Offre contenuti ed informazioni utili e originali
5. Non è infarcito di troppa pubblicità


Il premio prevede di esporre il distintivo de 'Il blog Affidabile', di ringraziare il blog che ci ha nominati e di spiegare brevemente quando e perché si è deciso di aprire il proprio blog.
Sei chicchi di melograno nasce il primo gennaio del 2012, durante le feste natalizie… l’idea era quella di avere una sorta di diario aperto nel quale annotare pensieri, riflessioni e considerazioni che tutti potessero commentare.
Il blog quindi lo considero un’occasione di confronto con tutti coloro che hanno in comune la passione per il buon cibo!!!
La regola prevede inoltre di assegnarlo ad altre cinque blogger, se fosse per me lo girerei a tutte le persone che visitano questo blog, visto però che non ho scelta…. ecco l’elenco:
i barbapasticcetti
sabrina in cucina
le ricette di claudia e andre
mytestermania
a tutta cucina







lunedì 9 novembre 2015

Ciambella plumcake allo yogurt greco e uvetta






Dopo varie insistenze da parte mia, finalmente il consorte ha deciso di accendere il camino, era ora!!! Quando le giornate si accorciano, e il buio arriva presto, il camino acceso mi rallegra, oltre che a rendere meno triste la casa;
In questi giorni in rete si vedono tantissime ricette ciambellose.... quindi questa è la mia versione... E poi cosa c'è di più buono di una buona ciambella per colazione davanti al camino acceso!!!

Ingredienti:

150 grammi di burro morbido
170 grammi di zucchero semolato
350 grammi di farina 00
3 uova intere
125 grammi di yogurt greco bianco intero
50 ml di latte
una bustina di lievito in polvere
mezzo bicchierino di rum
125 grammi di uvetta secca
zucchero velo

Procedimento:

Montate con le fruste il burro con lo zucchero, aggiungendo dopo i primi minuti anche 25 grammi di yogurt.
Unite la farina, poca alla volta, poi le uova intere, il latte e lo yogurt rimasto, amalgamando bene.
In un'altra ciotola unite il lievito e l'uvetta poi aggiungeteli all'altro impasto e mescolate bene insieme al rum.
Versate in uno stampo da ciambella imburrato e infarinato, e mettete in forno a 170°C per circa mezz'ora o poco più. 
Prima di utilizzare spolverate la ciambella con zucchero velo.












sabato 7 novembre 2015

Filetti di merluzzo con pomodori e cannellini



Raramente cucino pesce... ma sfogliando una vecchia "cucina italiana" alla ricerca di qualcosa di particolare mi sono imbattuta nella ricetta che vi propongo, quello che mi ha colpito è che qui c'è un denso sughetto da raccogliere con il pane....inoltre ben si sposa con le temperature di questi giorni, io l'ho accompagnata con una morbida polenta bianca, che ho trovato ieri sugli scaffali del supermercato.




Ingredienti:

6 filetti di merluzzo 
200 gr di cannelini (in scatola) 
150 gr di polpa di pomodoro a pezzi
un porro
farina
prezzemolo 
1 spicchio di aglio
1 mestolo di brodo
olio d'oliva
sale e pepe




Procedimento:

Lavate il porro e affettatelo finemente, quindi soffriggetelo con alcuni cucchiai di olio in una casseruola insieme ad uno spicchio di aglio, unite i fagioli cannellini, la polpa di pomodoro, infine bagnate con un mestolo di brodo, 
salate e e lasciate stufare lentamente l'intingolo. 
Nel frattempo, in un'altra padellina, dopo aver infarinato leggermente i filetti di merluzzo,  rosolateli a fuoco vivo, in un filo di olio caldo, quando saranno ben coloriti versatevi sopra l'intingolo di pomodoro, correggete di sale, aggiungete una generosa dose di pepe e fate cuocere senza coperchio ancora per 3-4 minuti, in modo da permettere al merluzzo di insaporirsi per bene. Completate il piatto, se volete, con un mazzetto di foglioline di prezzemolo finemente tritato. 









venerdì 6 novembre 2015

impanata di maiale ai capperi

Questa ricetta propone un secondo a base di carne, saporito e semplice da preparare e con un ottimo risultato col minimo sforzo.
L’impanatura le rende più invitanti e gustose, inoltre la cottura al forno le rende croccanti fuori e morbidissime all’interno, infatti la crosticina dorata che si forma trattiene i succhi di questo taglio di carne magra, ma  che rimane sempre piuttosto asciutta e stopposa. Impanate a cotoletta e con il loro interno di mozzarella, invece, risulteranno tenere e saporite e piaceranno proprio a tutti. 




Ingredienti per 4 persone:

4 bracioline di maiale con l'osso
gr 250 di pomodori
gr 120 di mozzarella
3 - 4 filetti di acciuga
capperi
prezzemolo
aglio
2 uova
olio di oliva
farina e pan grattato
sale e pepe

Tempo occorrente circa 40 minuti
Si consiglia un vino rosso corposo



Procedimento:

Aprite le bracioline a portafoglio, farcitele con la mozzarella a fettine, quindi ricomponetele e chiudetele con ago e filo da cucina.
A questo punto salatele e pepatele quindi passatele nella farina, poi nelle uova sbattute e infine nel pangrattato.
Infine sistematele in una padella che le possa contenere tutte con un velo di olio e infornatele a 180 gradi, fino a completa cottura, le bracioline devono essere ben rosolate, croccanti e ben dorate.
A parte preparate un battuto con i filetti di acciuga, una cucchiaiata di capperi, uno spicchio di aglio, soffriggete il battuto in un filo di olio, unitevi i pomodori tritati grossolanamente già pelati e privati dai semi, lasciate stufare la salsina per 2 - 3 minuti, quindi completatela con un trito di prezzemolo.
Servite le bracioline insieme alla salsina ai capperi.
Le bracioline possono essere anche fritte in abbondante olio, io ho preferito la cottura in forno per un miglior risultato.


mercoledì 4 novembre 2015

marmellata di azzeruolo

Alcune notizie 



Si tratta di un frutto ormai dimenticato da tempo, l'azzeruolo, Questa pianta produce un frutto simile ad una piccola mela, non a caso  fa parte della famiglia delle Rosacee proprio come le mele. I frutti sono molto piccoli e possono avere un sapore dolce/acidulo, oltre che presentare al loro interno qualche seme e sono gialli o rossi.Come tutti i frutti anche l'azzeruolo porta con sé importanti proprietà: è un frutto molto dissetante, diuretico e rinfrescante.La completa maturazione dei frutti dell'azzeruolo avviene a settembre e ottobre. Si possono mangiare freschi, ma anche in conserve che durano a lungo. L'azzeruolo è usato per preparare confetture e gelatine, oltre che essere conservato sotto grappa o sotto spirito. Elena, che abita nel nostro piccolo quartiere, possiede nel suo giardino proprio questa pianta, e qui devo stendere un velo pietoso sulla mia ignoranza, ho scoperto alcune settimane fa, parlando proprio di questa pianta che in questi giorni è stracarica di frutti, di che cosa si trattava, quindi non ho esitato un attimo, ho raccolto queste piccole meline per la marmellata.Il risultato.... una marmellata molto particolare,  compatta e consistente, dal sapore leggermente acidulo ed un retrogusto di mela..... squisita!!!


Ingredienti:

1 kg. di azzeruoli
600 gr di zucchero
un bicchierino di grappa
1 lt di acqua




Procedimento:

Mettere in una casseruola un litro d’acqua, la frutta ben lavata e farla bollire fin quando si riduce a purea.
Passare al setaccio la frutta cotta e versare la purea ottenuta in una pentola a pareti alte, con  lo zucchero e il bicchierino di grappa bianca. Portare a ebollizione fin quando non si ottiene la consistenza dovuta. Versare la marmellata in vasetti sterilizzati in precedenza, chiuderli ermeticamente e adagiarli capovolti su di un piano. Trascorsi cinque minuti capovolgere i barattoli. Prima di consumarla, farla riposare per almeno ventiquattro ore.



martedì 3 novembre 2015

Savarin di riso ai funghi porcini e prosciutto cotto - ricetta parmigiana






Uno dei tanti modi con cui mi piace cucinare il riso è il savarin, un piatto perfetto per quando si hanno ospiti perché si presenta molto bene, è delizioso e permette un abbinamento semplice ma gustoso, che è quello tra prosciutto cotto e funghi.





Ingredienti per 3 persone:

Per il risotto:
1/2 cipolla tritata
200 gr di riso
brodo q.b.
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
½ bicchiere di vino bianco
2-3 cucchiai di olio
Burro per mantecare
prosciutto cotto di Praga tagliato a fette
per foderare gli stampini (tante fette quanti sono i commensali)


Procedimento:
Tritate finemente la cipolla e fatela appassire nella pentola, nel momento in cui sarà diventata trasparente,  unite il riso e fatelo tostare, sfumate con il vino bianco secco e portate a cottura unendo il brodo ogni qualvolta verrà assorbito. 
Quando il riso sarà giunto a cottura, unite il burro, fatelo amalgamare, quindi mantecate con il Parmigiano - Reggiano. 




Per il sugo di funghi:
80 gr di funghi di funghi porcini secchi
Vino bianco q.b.
Uno spicchio d’aglio
1/2  cipolla
Un ciuffo di prezzemolo
Triplo concentrato di salsa Mutti
Olio q.b.

Procedimento:
Preparate un pesto con aglio, prezzemolo e cipolla e soffriggetelo in un po’ d’olio, quindi aggiungete i funghi precedentemente ammollati in acqua fredda e strizzati; unite quindi una punta di triplo concentrato e lasciate cuocere fino a cottura dei funghi, aggiungendo ogni tanto un po' di acqua dei funghi, i funghi non devono essere asciutti, ma devono avere una certa quantità di intingolo.
Prendete degli stampini e foderateli con fette di prosciutto cotto - io uso delle scodelline - versate sul fondo i funghi con il loro sugo e se volete, anche  alcune scagliette di grana, quindi versate il riso e pareggiate. Appoggiate un piatto sulla scodellina, capovolgete il tutto e aspettate alcuni minuti che il sughetto penetri nel riso, quindi scodellate il savarin e servitelo.